Patologie Cardiovascolari
La cardiopatia ischemica
Patologie della valvola aortica
Patologie delle valvole mitraliche e tricuspidaliche

coronarie
Patologie Cardiovascolari
Le malattie cardiovascolari rappresentano un gruppo di condizioni patologiche che colpiscono il cuore e i vasi sanguigni, sia arteriosi che venosi. Sono responsabili della maggior parte dei decessi nei paesi occidentali, ma anche della morbilità cronica e della perdita di qualità della vita in milioni di persone.
Tra le principali patologie cardiovascolari si annoverano:
- La cardiopatia ischemica, che si verifica quando il flusso di sangue al cuore è ridotto o bloccato;
- Le malattie della valvola aortica, come la stenosi o l’insufficienza aortica;
- Le malattie delle valvole mitrale e tricuspide, spesso correlate a degenerazione, infezioni o scompenso cardiaco.
Queste patologie possono presentarsi in forma acuta (come l’infarto miocardico o l’edema polmonare acuto) oppure cronica, determinando un lento deterioramento della funzione cardiaca.
Si distinguono inoltre malattie congenite: presenti fin dalla nascita, come le cardiopatie strutturali congenite o i difetti settali.
Malattie acquisite: si sviluppano nel corso della vita, spesso a causa di fattori di rischio modificabili e non modificabili.
Cosa sono le arterie coronarie e perché si ammalano così spesso?
Le arterie coronarie sono vasi fondamentali che irrorano il muscolo cardiaco. Quando si ammalano — a causa di aterosclerosi, infiammazione o trombosi — possono portare a un’insufficienza dell’apporto di ossigeno al cuore. Questo squilibrio tra domanda e offerta di ossigeno è alla base della cardiopatia ischemica, condizione che può manifestarsi come angina pectoris, infarto o scompenso cardiaco ischemico.
cardiopatia
La Cardiopatia Ischemica:
cause, sintomi, prevenzione e cura
Cos’è la cardiopatia ischemica?
È una malattia del cuore causata da un ridotto apporto di sangue e ossigeno al miocardio. La causa più comune è l’aterosclerosi, un processo degenerativo cronico che porta alla formazione di placche lipidiche nelle arterie coronarie. Queste placche, composte da colesterolo, cellule infiammatorie e tessuto fibroso, possono ostruire parzialmente o totalmente il lume vasale.
Le principali manifestazioni cliniche includono:
- Angina pectoris stabile: dolore toracico prevedibile, legato allo sforzo;
- Angina instabile: dolore a riposo o a sforzi minimi, con rischio di infarto; Infarto miocardico acuto (IMA): occlusione completa di un’arteria coronaria;
- Scompenso cardiaco ischemico: quando il danno è progressivo e compromette la pompa cardiaca.
- Dolore toracico oppressivo o bruciante, che può irradiarsi a spalla, braccio sinistro, mandibola o epigastrio;
- Dispnea (fiato corto);
- Sudorazione fredda;
- Vertigini o svenimenti;
- Nausea o vomito, soprattutto negli anziani o nelle donne.
La prevenzione si basa su un approccio multifattoriale:
- Dieta equilibrata, ricca di frutta, verdura, cereali integrali e povera di grassi saturi;
- Attività fisica regolare, almeno 150 minuti a settimana di esercizio moderato;
- Abolizione del fumo di sigaretta;
- Controllo del peso corporeo e dello stress;
- Gestione attiva dei fattori di rischio, anche attraverso l’uso di farmaci, se prescritti.
Farmacologiche, tra cui:
- Statine (per ridurre il colesterolo);
- Antiaggreganti piastrinici (es. aspirina);
- Beta-bloccanti e calcio-antagonisti per ridurre la frequenza cardiaca e la richiesta di ossigeno;
Procedure interventistiche:
- Angioplastica coronarica percutanea (PCI) con impianto di stent;
- Chirurgia: Bypass aorto-coronarico (CABG) in casi più complessi o diffusi.
I fattori di rischio
Rischio
Le malattie cardiovascolari rappresentano oggi la prima causa di morte nei paesi industrializzati e sono responsabili di una quota significativa di morbilità cronica e disabilità. La loro insorgenza è strettamente legata alla presenza di uno o più fattori di rischio, che ne favoriscono lo sviluppo e la progressione.I fattori di rischio non agiscono isolatamente, ma si sommano tra loro in modo sinergico: la presenza contemporanea di più fattori comporta un aumento esponenziale del rischio cardiovascolare globale.
I fattori di rischio si suddividono in due categorie principali:
- Modificabili: sui quali si può agire attraverso lo stile di vita o con interventi farmacologici
- Non modificabili: su cui non è possibile intervenire direttamente
I fattori di rischio non modificabili non possono essere eliminati, ma è importante riconoscerli per stratificare correttamente il rischio individuale e programmare un monitoraggio clinico adeguato.
- Età: Il rischio cardiovascolare aumenta con l'età. In particolare, dopo i 55 anni negli uomini e i 65 anni nelle donne, si osserva una crescita esponenziale della prevalenza di aterosclerosi e dei suoi eventi clinici correlati.
- Sesso maschile: Gli uomini sono maggiormente esposti al rischio cardiovascolare in età giovane-adulta. Dopo la menopausa, il rischio nelle donne tende a eguagliare quello maschile, in parte per la perdita della protezione ormonale esercitata dagli estrogeni.
- Familiarità: Una storia familiare di malattia cardiovascolare precoce (prima dei 55 anni nei maschi, 65 nelle femmine) è un fattore predittivo indipendente, legato sia a predisposizione genetica sia ad abitudini condivise all’interno del nucleo familiare.


I fattori di rischio modificabili Sono quelli che possono essere prevenuti, corretti o controllati mediante un'adeguata igiene di vita e, quando necessario, con l'ausilio di terapie farmacologiche.
- Fumo di sigaretta: Il tabagismo è uno dei principali nemici della salute cardiovascolare. La nicotina accelera la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa, mentre il monossido di carbonio riduce la capacità del sangue di trasportare ossigeno. Il fumo favorisce inoltre l’'nfiammazione endoteliale e la degenerazione delle arterie, accelerando il processo aterosclerotico.
- Ipertensione arteriosa: Una pressione arteriosa cronicamente elevata impone un carico eccessivo al cuore e danneggia progressivamente le pareti arteriose, favorendo la formazione di placche aterosclerotiche e aumentando il rischio di infarto, ictus e insufficienza cardiaca.
- Dislipidemia: Colesterolo totale e LDL ("colesterolo cattivo"): valori elevati di LDL favoriscono il deposito di colesterolo nelle arterie, contribuendo alla formazione di placche e alla riduzione del lume vascolare.
HDL ("colesterolo buono"): livelli bassi di HDL compromettono la capacità dell’organismo di rimuovere il colesterolo in eccesso dalle arterie, aumentando il rischio cardiovascolare. - Diabete Mellito: Il diabete, soprattutto se non ben controllato, danneggia i vasi sanguigni e accelera il processo aterosclerotico. I pazienti diabetici presentano un rischio cardiovascolare paragonabile a quello di un paziente già colpito da infarto (secondo molti studi, "risk equivalent").
- Sovrappeso e obesità L’eccesso di peso, soprattutto a livello viscerale, è associato a dislipidemia, ipertensione, insulino-resistenza e uno stato pro-infiammatorio cronico. La riduzione ponderale migliora sensibilmente il profilo di rischio.
- Sedentarietà L'inattività fisica contribuisce all’aumento di peso, alla perdita di elasticità vascolare e alla comparsa di disfunzioni metaboliche. Anche una camminata veloce di 30 minuti al giorno può ridurre il rischio di eventi cardiovascolari.
- Stress psicosociale cronico Lo stress emotivo e lavorativo può favorire ipertensione, aritmie, abitudini malsane (es. fumo, cattiva alimentazione) e l’attivazione cronica dell’asse simpatico, con effetti negativi su cuore e vasi.


Prevenzione
Prevenzione cardiovascolare e stili di vita
Il rischio che ogni persona ha di sviluppare la malattia cardiovascolare dipende dall'entità dei fattori di rischio; il rischio è continuo e aumenta con l'avanzare dell'età, pertanto non esiste un di rischio nullo. Tuttavia, è possibile ridurre il rischio cardiovascolare o mantenerlo a livello favorevole, abbassando il livello dei fattori modificabili attraverso lo stile di vita sano.
La prevenzione cardiovascolare si rivolge a soggetti non affetti da malattie cardiache e si basa principalmente sulla correzione dello stile di vita, comprendendo buone abitudini alimentari, un'adeguata attività fisica, senza dimenticare una buona igiene del sonno e la riduzione dei fattori stressanti.
L'OMS ha definito i livelli di attività fisica raccomandati per tre gruppi di età: giovani (5-17 anni), adulti (18-64 anni) e anziani (over-65 anni):
- Per bambini e ragazzi (5-17 anni): almeno 60 minuti al giorno di attività moderata-vigorosa, includendo almeno 3 volte alla settimana esercizi per la forza, che possono consistere in giochi di movimento o attività sportive.
- Per gli adulti (18-64 anni): almeno 150 minuti alla settimana di attività moderata o 75 minuti di attività vigorosa (o combinazioni equivalenti delle due) alla settimana.
- Per gli anziani (≥65 anni): le indicazioni sono le stesse degli adulti, con l'avvertenza di svolgere anche attività orientate all'equilibrio per prevenire le cadute.
Chi non ha la possibilità di seguire in pieno le raccomandazioni, deve fare attività fisica almeno 3 volte alla settimana e adottare uno stile di vita attivo adeguato alle proprie condizioni.
Smettere di fumare
Il fumo, dopo l'età, emerge come il fattore più rilevante nell'incremento del rischio cardiovascolare. Tuttavia, già pochi anni dopo aver smesso, si osserva una significativa riduzione del rischio. È essenziale sottolineare che sia il fumo attivo che quello passivo arrecano danni alla salute del cuore e dei vasi sanguigni.
Alimentazione sana
Un'alimentazione varia che prevede un regolare consumo di pesce (almeno 2 volte alla settimana), un limitato consumo di grassi saturi (carne, burro, formaggi, latte intero), povera di sodio contenuto nel sale e ricca di fibre (verdura, frutta, legumi) mantiene a un livello favorevole la colesterolemia e la pressione arteriosa.
Svolgere attività fisica
L'esercizio fisico regolare rafforza il cuore e migliora la circolazione del sangue. Non è necessario fare sport o svolgere attività particolarmente faticose: è sufficiente camminare per 30 minuti al giorno e, se possibile, salire le scale a piedi.
Controllare il peso
Il peso è strettamente collegato al tipo di alimentazione e all'attività fisica svolta: il giusto peso deriva dal giusto equilibrio tra le calorie introdotte con l'alimentazione e quelle spese con l'attività fisica.
Patologie cardiovascolari: cosa si intende per rischio aumentato?
La degenerazione aterosclerotica e il conseguente restringimento delle arterie (stenosi), favorita da fattori predisponenti non modificabili come età avanzata, sesso maschile e familiarità e fattori modificabili, tra i quali il fumo di sigaretta è il più importante, coinvolge tutti i distretti arteriosi principali, dalle coronarie, le arterie che portano il sangue al cuore, alle carotidi, le arterie che portano il sangue all'encefalo, sino all'aorta e le sue diramazioni che portano il sangue ai visceri e agli arti.
Qualora il restringimento di queste arterie fosse significativo (nel caso di una lenta progressione) o improvviso si va incontro a ischemia (mancanza di ossigeno) degli organi che ricevono il sangue (cuore, cervello, intestino, arti inferiori) che se protratta può portare alla necrosi (morte cellulare) di alcune aree di questi organi e potenzialmente anche alla morte del paziente.
Dobbiamo poi ricordare che c'è una significativa sovrapposizione tra i fattori di rischio che portano all'aterosclerosi e la formazione di aneurismi: gli aneurismi a differenza delle stenosi si presentano con la dilatazione delle arterie che può essere progressiva, e silente nella maggior parte dei casi, sino ad arrivare a una rottura dell'aneurisma che può risultare spesso fatale. Per questi motivi la prevenzione deve essere parte integrante della nostra vita.

Sì, perché previene eventi fatali, riduce le ospedalizzazioni e riduce i costi del SSN. Ed è fondamentale soprattutto in chi presenta un rischio aumentato: soggetti fumatori, o che siano in sovrappeso o affetti da obesità, o che conducano stili di vita stressanti o sedentari. Inoltre, in alcuni casi, mantenere un'alimentazione corretta e varia, non fumare, fare attività fisica non è sufficiente , ed è quindi altrettanto importante anche l'aderenza alle terapie mediche per tenere sotto controllo alcuni dei comuni fattori di rischio modificabili (ipertensione, ipercolesterolemia, glicemia).
Angio
plastica
Angioplastica coronarica percutanea
L'angioplastica coronarica è la procedura attraverso cui viene eseguita la dilatazione di un vaso sanguigno ostruito attraverso l'utilizzo di un palloncino che viene posizionato a cavallo del restringimento e gonfiato così da ricreare lo spazio ottimale per lo scorrere del sangue. In molti casi l'angioplastica prevede anche l'impianto di uno stent, una piccola retina metallica a tubo che viene espansa e fatta aderire alla parete del vaso in modo tale che questo risulti dilatato per il passaggio del sangue.
valvola
aortica
Patologie della valvola aortica:
La stenosi valvolare aortica è la più comune patologia valvolare cardiaca nei paesi occidentali e l'invecchiamento è la prima causa.
Se la valvola aortica è ristretta ed il sangue fatica a passare al suo interno, si parla di stenosi valvolare.
Negli ultimi anni è stato sviluppato il trattamento mini-invasivo della stenosi aortica: la procedura di TAVI (Transcatheter Aortic Valve Implantation – Impianto transcatetere di valvola aortica). La procedura viene effettuata nelle sale di emodinamica, in anestesia locale e senza bisogno di aprire il torace, come alternativa alla cardiochirurgia classica.
patologie
valvolari
Patologie delle valvole mitraliche e tricuspidaliche
L'insufficienza mitralica è la malattia cardiaca valvolare più diffusa e, se non trattata, comporta una riduzione della qualità di vita, insufficienza cardiaca e un aumento della mortalità. La chirurgia tradizionale di riparazione o sostituzione della valvola ha da sempre rappresentato l'intervento di riferimento nei pazienti con insufficienza mitralica severa. Tuttavia, i rischi e le controindicazioni della chirurgia tradizionale hanno portato nel corso degli anni a un sotto trattamento della patologia, il quale ha spinto a sviluppare nuovi interventi alternativi meno invasivi e transcatetere. Tra questi, la riparazione transcatetere edge-to-edge della valvola mitrale (TEER) rappresenta sicuramente l'alternativa più importante ad oggi. Più recentemente, si è anche sviluppato il trattamento TEER della valvola tricuspide.

podcast
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La rubrica "La nostra salute" di Regione Liguria ha ospitato il Prof. Italo Porto per affrontare la tematica della cardiologia interventistica mininvasiva e le nuove frontiere dei trattamenti percutanei.
In questo podcast, il Prof. Porto ha guidato gli ascoltatori attraverso un viaggio nel mondo della cardiologia moderna, concentrandosi sulle tecniche avanzate e innovative che stanno rivoluzionando il modo in cui vengono trattate le patologie cardiovascolari.